Lo ribadisco, io non ricordo nulla di me stesso, gli unici ricordi che ho sono quelli cinematografici. Invertendo il punto di vista, si potrebbe dire però che la mia persona discende inestricabilmente ed esclusivamente dai film che ho visto, quindi ricordo tutto di me stesso.
I fratelli Coen sono una parte fondamentale di me. Dalle loro opere si innalza una Weltanschauung che farebbe invidia a grandi filosofi e scrittori, e sicuramente possono essere definiti i cineasti più letterari (e letterati) della loro generazione. A proposito di Davis non fa eccezione. Come già fecero in Fratello, dove sei?, riprendono in mano l'archetipo del viaggio di Ulisse, ma molto più à la Joyce, cucendolo sulla pelle di Llewyn Davis, un immaginario cantante folk degli anni '60 (benché ispirato alla figura di Dave Van Ronk) alla continua ricerca di un divano su cui passare la notte, nello stesso modo in cui Ulisse era costretto a interrompere il suo viaggio verso casa a causa dei motivi che tutti conosciamo.
Peccato che Llewyn non abbia una meta ben precisa, non ha una casa propria, non ha una moglie o una fidanzata che lo aspetta, non ha un figlio affettuoso che lo cerca. È solo. Il suo partner musicale, Mike, lo ha lasciato per sempre e da allora Llewyn non sembra essersi più ripreso. Ed ecco che entra in scena il gatto rosso, l'essere più vicino a un amico che il protagonista incontra e uno dei simboli più belli di tutto il Cinema coeniano.
Attenzione, non fatevi fregare: A proposito di Davis non è un film su un povero musicista di talento che non riesce a sfondare perché le sue canzoni non sono abbastanza commerciali; oddio, magari un po' sì, ma non è questo che interessa davvero ai Coen, come non interessava mostrare Barton Fink alla stregua di un povero drammaturgo di talento costretto a scrivere un B-movie. No, i due fratelli sono troppo cinicamente poetici per questo tipo di cose. A loro interessa far vedere che la vita può essere miserabile anche (e soprattutto) per gli artisti, e che anche gli artisti sono vittime delle scelte che fanno. Perché decidere di non scegliere è comunque una scelta.
Peccato che Llewyn non abbia una meta ben precisa, non ha una casa propria, non ha una moglie o una fidanzata che lo aspetta, non ha un figlio affettuoso che lo cerca. È solo. Il suo partner musicale, Mike, lo ha lasciato per sempre e da allora Llewyn non sembra essersi più ripreso. Ed ecco che entra in scena il gatto rosso, l'essere più vicino a un amico che il protagonista incontra e uno dei simboli più belli di tutto il Cinema coeniano.
Attenzione, non fatevi fregare: A proposito di Davis non è un film su un povero musicista di talento che non riesce a sfondare perché le sue canzoni non sono abbastanza commerciali; oddio, magari un po' sì, ma non è questo che interessa davvero ai Coen, come non interessava mostrare Barton Fink alla stregua di un povero drammaturgo di talento costretto a scrivere un B-movie. No, i due fratelli sono troppo cinicamente poetici per questo tipo di cose. A loro interessa far vedere che la vita può essere miserabile anche (e soprattutto) per gli artisti, e che anche gli artisti sono vittime delle scelte che fanno. Perché decidere di non scegliere è comunque una scelta.

Nessun commento:
Posta un commento